giovedì 1 settembre 2016







Un nuovo anno scolastico sta per cominciare e con esso tante aspettative   da parte un po’ di tutti , bambini, insegnanti e genitori; ma ciò che conta più di ogni altro aspetto è la fiducia che va riposta nei grandi protagonisti di questa avventura che ogni anno si rinnova di idee, progetti e  conoscenze, con una cornice di ansie e paura, successi e vittorie:  I BAMBINI!!!
Come pensiero positivo e propositivo  mi piace ricordare questo di un grande FILOSOFO, SCRITTORE E MUSICISTA
L’ infanzia ha il proprio modo di vedere, pensare e sentire: non c’è niente di più insensato che pretendere di sostituirla con il nostro”
                                       Jean Jacques Rousseau


UN   AUGURIO   PER  QUESTO NUOVO ANNO SCOLASTICO
 LO VORREI FARE A TUTTI, BAMBINI, GENITORI E INSEGNANTI con queste belle letture di Alberto Pellai 




 
              

Queste letture di Alberto Pellai 

medico, psicoterapeuta dell'età evolutiva e ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, autore di molti volumi, tra cui alcune favole per bambini,  le propongo e le consiglio con l’augurio importante di poter acquisire una cultura delle emozioni, poichè senza di esse le nozioni non hanno alcun senso; con l’augurio di essere sempre liberi, di parlare, di scegliere, di amare e di avere tanti sogni in cui credere e realizzare; con l’augurio di non fermarvi mai all’apparenza delle cose ma di andare a fondo, fino alla radice. 


“Cerca invano chi vuole il ramo e dimentica la radice”    (Gandhi)

                                                                                                        
I bambini cominciano a costruire una propria immagine di sé sin dai primi anni di vita grazie anche all’atteggiamento e al comportamento che i grandi hanno nei loro confronti.Loro osservano tanto e reagiscono ai comportamenti di chi gli gravita intorno: spesso cercano l’approvazione anche solo con gli occhi e sono capaci di cogliere quando gli adulti sono contenti di loro  o meno. 
A noi  insegnanti, genitori, educatori, figure di riferimento,  è riservato  il compito fondamentale di aiutarli a far si che si sentano sempre adeguati  e accettati  e dovremmo lavorare unitariamente per sviluppare e potenziare  la loro autostima. 
In questo modo ci si auspica di contribuire a farli diventare adulti sereni  e perché no, anche brillanti. A questo unisco anche l’importanza di insegnare loro a non arrendersi e credere che gli ostacoli si possano superare,  non importa il tempo o la modalità ma la tenacia con cui si  sfidano.  La capacità e l’intelligenza  nel saper accettare consigli e aiuti, insieme alla motivazione a fare certe esperienze , diventa uno strumento indispensabile ed efficace per affrontarle   
               COSTRUIRE UNA POSITIVA IMMAGINE DI SE’.

Sono questi alcuni concetti affrontati in numerosi libri di Alberto Pella che
attraverso percorsi narrativi divertenti e una grafica accattivante, offrono  spunti di riflessione proprio su queste tematiche fondamentali per lo sviluppo di un bambino come il potenziamento dell’autostima, con  spunti interessanti  per far capire loro  che ciascuno è unico e speciale.
Affrontano con serenità  anche la  promozione dell’integrazione  attraverso  letture semplici  che guidano a valorizzare l’integrazione non come un percorso “dato”, bensì come un traguardo che deve essere raggiunto.
Sviluppano il tema della “multietnicità” con un particolare riguardo alla presentazione di diverse razze e caratteristiche ambientali e paesaggistiche, trattando in modo rispettoso e armonioso la fede religiosa diversa da quella cristiana.
Interessanti le collane che affrontano tutte le sfide quotidiane che i più piccoli devono affrontare nella vita di ogni giorno e aiuta grandi e piccini a trovare insieme la strategia migliore per poterle affrontare e superare: un aiuto per sviluppare la loro intelligenza emotiva, fondamento indispensabile per la costruzione della loro identità e del loro personale modello di autostima.
Alcune protagoniste delle storie, con i loro comportamenti e le loro esperienze offrono dei suggerimenti validi per i genitori ricordando loro che, la felicità di un bambino è qualcosa di diverso da una corsa infinita verso risultati e competenze, una corsa che spesso crea forti ansie nei bambini che vivono la brutta sensazione di non sentirsi mai all’altezza.
 E  ALLORA:

 BUONA LETTURA  BAMBINI E BUON ANNO SCOLASTICO ..CON L’AUGURIO DI



mercoledì 17 agosto 2016



"Spezzate i vostri limiti, fate saltare le barriere, muovete la vostra volontà, pretendete la libertà come diritto, siate quello che volete essere. Scoprite quello che amereste fare e fate il possibile per raggiungerlo.” 

                      
                                                                                  Richard Bach


       Richard Bach è lo scrittore americano che nel 1970 pubblicò un romanzo breve, una sorta di novella lunga, che lo ha reso celebre in tutto il mondo: Il gabbiano Jonathan Livingiston.
Seguendo alcuni elementi caratteristici della fiaba, “Il gabbiano Jonathan Livingston” è un piccolo romanzo, una piccola storia da leggere in meno di un pomeriggio. Pagina dopo pagina insegna a spiccare il volo per conoscere finalmente se stessi.

L’atmosfera che si respira questi giorni ogni qualvolta si accende la tv, si curiosa nei social network, si legge un quotidiano, mi ha volutamente accompagnato alla scelta di questo bellissimo libro che  parla di passione   e di desiderio di libertà, due componenti che ritrovo splendidamente rappresentate nel grande momento che lo sport sta vivendo a livello mondiale. L'evento sportivo dei Giochi olimpici  con le entusiasmanti competizioni tra i migliori atleti del mondo ci mostra bellissime discipline sportive praticate nei cinque continenti;   nel corso delle gare abbiamo avuto modo anche  di cogliere tutta una serie di appassionanti impressioni, il sacrificio, la determinazione, la lealtà, l’umiltà, la gioia della vittoria, la delusione, lo spirito di squadra, il rispetto, l’altruismo, la gioia di vivere e l’entusiasmo, che, come per il gabbiano, sono  le chiavi d’accesso alla realizzazione dei propri sogni, alla soddisfazione dei desideri,  all’universalità della convivenza civile nello spazio e nel tempo. 

In fondo ciascuno di noi ha qualcosa del Grande Gabbiano, almeno per quell’infinita idea di libertà senza limiti che spesso ci consente di volare.

La storia ruota intorno alla vita di Jonathan Livingston, dai suoi primi esperimenti acrobatici fino al raggiungimento della perfezione. 
Jonathan Livingston è un gabbiano dello Stormo Buonappetito. A differenza dei suoi compagni, la passione vera di Jonathan Livingston è quella per il volo in sé e per sé e non come un mero strumento utilitaristico per procurarsi il cibo, come avviene per gli altri gabbiani. Se in un primo momento, per il timore di essere diverso dagli altri membri dello Stormo, Jonathan reprime la propria passione, in seguito egli decide di dedicarsi al volo con metodo ed esercizio costante, al prezzo di grandi sacrifici. Jonathan diventa così un asso del volo, in grandi di compiere straordinarie acrobazie ma...
Mentre per gli altri gabbiani sono sufficienti le nozioni di volo che possiedono, per Jonathan  non è cosi, lui vuole eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia cosi come gli 
atleti che sudano mettendo anima e corpo  per la  ricerca della prestazione perfetta, gioiscono e piangono esprimendo con  volti e gesti  trasformati dalla fatica tutta la passione per la loro specialità sportiva. 



“Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola.”
Quest’ultima frase  del gabbiano, mi riporta ad un altro celebre romanzo:
«Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.»
                                     ( Il piccolo Principe )


                                                                    

domenica 7 agosto 2016




MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI”
Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più

Dal video amatoriale, passando per il libro  per giungere al set cinematografico.
           
…”Ci ho messo un sacco di tempo a entrare nel mondo di Giò ma ora che ci sono dentro è fighissimo"…  (Giacomo Mazzariol )



Giacomo Mazzariol, un ragazzo veneto, prima attraverso un video, poi con un libro, dedica a suo fratello Giovanni, affetto dalla sindrome di Down, il suo tempo, entrando nel suo meraviglioso mondo  raccogliendo i momenti che hanno contraddistinto il vivere quotidiano  con un fratello che ha bisogni differenti dai suoi.
Con ironia, linguaggio scorrevole, e umano sentimento, racconta il difficile passaggio tra la sorpresa e la vergogna di avere un fratellino down; scoprendo  che la disabilità di Giovanni è una grande ricchezza per tutti realizza il valore della libertà di vivere senza differenze, perché:
 “ la sua vita è come un’istantanea, Gio scatta una foto, ci entra dentro e la  vive, la tocca, la sporca, magari la straccia, poi ne fa subito un’altra. Tutto si esaurisce nel presente…una vita che è un continuo viaggio tra gli opposti, tra divertimento e logoramento, azione e riflessione, prevedibilità e imprevedibilità, ingenuità e genialità, ordine e disordine..”
Nasce tutto con un video che  ricostruisce un presunto colloquio di lavoro, in cui le risposte di Giovanni stridono con le scene di vita reale, quotidiana, che lo ritraggono a scuola e in famiglia, con Giacomo e le sorelle Chiara e Alice e i genitori.
Nel libro, invece, Giacomo racconta Gio che sin da quando era in pancia della mamma ha stravolto e avvolto la sua esistenza : parla della loro vita insieme e della sua  idealizzazione di  un fratellino dotato di  superpoteri che scopre non essere quelli che immaginava solo quando si trova a condividere le difficoltà , le figuracce e i momenti di imbarazzo che spesso Gio fa vivere a tutti.
Il prossimo anno verrà  prodotto anche come film.


Con Gio che cresce tra infiniti momenti gioiosi e altrettanti difficili, Giacomo non si sente più libero, si vergogna, vuole nascondere l’esistenza di un  fratello scomodo e imbarazzante per un adolescente avido di sentirsi sempre all’altezza, di apparire un “figo”, davanti agli amici e alle ragazze..
Solo quando, una sera riguardando un disegno fatto da Gio,  comprende che suo fratello  è prima di ogni altra cosa "LIBERTA’ NELLA SUA PURA ESSENZA", allora ritrova in lui quei superpoteri che cercava da  sempre, sempre presenti, senza mai essere visti.
…”tredici anni e un sorriso più largo dei suoi occhiali. Che ruba il cappello a un barbone e scappa via; che ama i dinosauri e il rosso; che va al cinema con una compagna, torna a casa e annuncia: “Mi sono sposato”. Giovanni che balla in mezzo alla piazza, da solo, al ritmo della musica di un artista di strada, e uno dopo l’altro i passanti si sciolgono e cominciano a imitarlo: Giovanni è uno che fa ballare le piazze. Giovanni che il tempo sono sempre venti minuti, mai più di venti minuti: se uno va in vacanza per un mese, è stato via venti minuti. Giovanni che sa essere estenuante, logorante, che ogni giorno va in giardino e porta un fiore alle sorelle. E se è inverno e non lo trova, porta loro foglie secche. 
Giovanni è mio fratello. E questa è anche la mia storia”.




SEMPLICE  E BEL  ROMANZO DEFINITO   “DI FORMAZIONE”. 
DA LEGGERE  NELLA MANCIATA DI POCHE ORE. ESILERANTE E  COMMOVENTE, ATTUALE   E  REALE NELLA VISIONE DELLA DIVERSITA’  ALL’INTERNO DI UNA FAMIGLIA E NELLA VITA   CONTESTARICE E PROVOCATORIA DI UN ADOLESCENTE. 




domenica 17 luglio 2016



RAGAZZI  E  LEGALITA’


Adottato da numerose scuole come libro di narrativa, diffuso come fumetto e animato anche attraverso un cortometraggio, dopo la sua pubblicazione, il libro dell’autore Luigi Garlando è  quasi un inno al coraggio della verità, alla forza di non lasciarsi mai sottomettere e lasciarsi prevaricare.
Un libro che si legge con piacere e quasi tutto d'un fiato, un racconto che tutti possono leggere, anzi che tutti dovrebbero leggere per conoscere e comprendere; scritto con un linguaggio semplice, la trama scorre incalzante.
Commuove per l'impegno profondo e speciale con cui un padre decide di raccontare al proprio figlio, una storia vera, una vicenda di eroi umani che realmente hanno sacrificato la propria  esistenza per gli altri. 
I paralleleismi che utilizza per spiegare al meglio concetti impegnativi, andandoli a ricercare tra i personaggi e la realtà che circonda il ragazzo, rendono la storia coinvolgente ed emozionante.
Lanciando un forte messaggio di speranza, il libro offre una grande lezione di vita sulla VERITA', sulla LIBERTA', sulla GIUSTIZIA!




                                                                                               


Cos’ è la LEGALITA’?
Rispetto, libertà, responsabilità, giustizia, ascolto, incontro accoglienza, relazione, impegno, nella consapevolezza che ciascuno è diverso e la diversità è la vera essenza e la grande ricchezza della vita.
In questo modo la legalità va  oltre il  rispettare la legge, oltre il commettere reati, e potrebbe diventare uno stile di vita che  gli adulti,  le istituzioni, l’intera società dovrebbe impegnarsi  a mostrare con esempi e azioni per i piccoli futuri cittadini.


Affrontare il concetto di LEGALITA’ con i bambini e i ragazzi nel loro vivere quotidiano, significa far in modo che esso diventi un aspetto della vita di ciascuno, strettamente connesso all’esistenza e sempre presente  nei gesti e nelle azioni consuete. Come per tutte le  diverse problematiche etiche, sociali e comuni che ci investono ogni giorno, è molto importante parlarne e  discuterne sempre in maniera chiara, e condivisa, coinvolgente e partecipata.  Una buona lettura è  sempre  un incipit positivo e soprattutto universale, uno strumento che include dando a ciascuno la possibilità di informarsi, comprendere, riflettere, esprimersi e quindi confrontarsi.
Uno dei maggiori impegni che la scuola è storicamente chiamata a svolgere, è  quello di promuovere ad ampio raggio lo sviluppo della personalità  del bambino e del ragazzo ; questo implica necessariamente un lavoro sinergico  con la famiglia e le istituzioni  per la completa e sana valorizzazione del loro senso di responsabilità attraverso l’acquisizione di comportamenti giusti, onesti e leali che gli serviranno per poter vivere la società come protagonista e non come spettatore. Comprendere che la necessità di avere delle regole è alla base  per una buona convivenza, farle proprie in maniera naturale, sentire il dovere con la medesima intensità con cui si avvertono i diritti, saper vivere le diversità di ogni genere come opportunità e non come ostacolo, sono solo piccoli punti di partenza per preparare adulti che sappiano essere cittadini responsabili.




"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta: La verità è sempre illuminante. Ci aiuta  ad essere coraggiosi."

                                                                                                             Aldo Moro





mercoledì 15 giugno 2016


…” I bambini hanno bisogno di storie come hanno bisogno di cibo. 
                             Il bisogno di storie è universale”.    
Giuseppe Pontremoli )
                                                                                                            
Imporre le proprie scelte a un’altra persona non è mai una buona pratica quando essa è solo perentoria anarchica  imposizione fine a se stessa, priva di una linea costruttiva, arida, incapace di provocare una discussione che miri ad un esito concreto.
Prescrivere scelte di lettura ai bambini, a mio parere, non è una buona consuetudine; tuttavia, presentare delle proposte che poi offrano la possibilità di parlare dei racconti, di discutere di tutte le  sensazioni, di evidenziare le emozioni e raccontare i  vissuti che essi provocano, penso sia   molto bello e porti a risultati personali e collettivi  più che   efficaci.
Allora,  motivare  i bambini suscitando in essi il desiderio  di  leggere proponendo  racconti, storie appassionanti, presuppone la capacità di comunicare la grande valenza che quella determinata storia custodisce dentro di se. Suggerire  la lettura di un racconto ai bambini della scuola primaria, leggerlo individualmente e poi insieme, è utile per creare quella  complicità unica e feconda che si esterna attraverso la  manifestazione personale di ciò che ciascuno coglie: dal confronto emergono sempre tante varianti che vanno dalle possibilità di cambiamento prospettate nel racconto, all’autoconoscenza, dal senso di libertà che la lettura produce, alla maturazione nelle relazioni.


Cito ancora Pontremoli, giovane maestro elementare che nel suo libro  “ELOGIO DELLE AZIONI SPREGEVOLI”  cosi si esprime :   "…non c’è il Bambino, ci sono i Bambini veri, tanti e diversi: i Bambini ricchi e i Bambini poveri, assediati e abbandonati, quelli che hanno la colf e quelli che hanno l’assistente sociale, alcuni hanno dei fratelli , altri dei televisori, altri fame, altri la puzza sotto il naso. E cosi ci sono i bambini allegri, tristi, noiosi, antipatici, saggi, saccenti, arguti, crudeli, teneri, costruiti, affettuosi, spontanei..”  Io vado a scuola ogni giorno, e poi ne ritorno con il convincimento che quel che più conta sono le storie, non le informazioni e le spiegazioni.


Vorrei porre l’attenzione su due racconti che trovo piacevoli come lettura per le vacanze estive, e interessanti come successivo momento di riflessione comune a adulti e bambini. Auspico che entrambe le storie diventino  strumento   capace di suscitare interrogativi, abbattere barriere e preconcetti, creare   atteggiamenti spontanei   per affrontare con delicatezza  e forza insieme i delicati temi che vengono trattati.
  • ·       La favola di Duck   ( per le prime classi della scuola primaria)
  • ·       Troschi e la favola felina  ( per le classi quarta, quinta e secondaria)


        La favola di Duck”, con le belle illustrazioni di Federica Dubbin è un racconto  rivolto ai bambini       ma leggibilissimo a tutte le età. Duck è un bambino disabile che deve combattere, dal momento           della sua nascita con una serie di imprevisti e cattivi esempi scaturiti dall'ignoranza dei cosiddetti       "normodotati". Nella fiaba illustrata compaiono lo stregone Tetrapà, cattivo e perfido, che si era            impossessato di Duck, lo aveva addormentato e gli aveva tolto la capacità di camminare dal                 momento in cui era nato. Poi appare Speranza, una fatina piccola piccola che stava sempre                  vicina al lettino del bambino, ma ecco che arriva la moglie dello stregone, donna terribile,                    brutta, vecchia e cattiva: il suo nome era Ignoranza e  spingeva le persone a isolare i bambini              speciali come Duck. Altri personaggi  il folletto Sorriso  e la tata Ioiò che si sarebbe occupata di           Duck in seguito a una grave malattia della mamma.






      Una fiaba moderna in cui si avverte  il necessario bisogno  di avere un amico. Melissa, il papà e la mamma si trovano a gestire un delicato problema sin dalle prime pagine del racconto: dovranno aprire le porte della loro casa a un gattino vero. Ma non saranno le persone a farla da padroni in questa storia e pagina dopo pagina lasceranno progressivamente lo spazio ai veri protagonisti. Troschi e Cenerina, accomunati dall’esperienza dell’abbandono, si ritrovano nella stessa famiglia di umani e crescono una piccola armata di felini che non vedono l’ora di raccontarci come si vive a quattro zampe, tra ciotole mal riposte e pericoli dietro ad ogni angolo. A un primo sguardo il racconto si apre a due narrazioni distinte: il mondo degli uomini, fatto di bisogni e desideri e quello degli animali, più difficile e nascosto. Con naturalezza e ironia si cerca di delineare il significato che l’animale riveste nella vita dell’uomo per poi darci l’esatto opposto prendendo le parti dei compagni a quattro zampe. Sono loro i veri protagonisti di questa avventura a cui l’umano cede il passo per lasciarci immersi nel loro mondo fatto di conquiste e rivalse quotidiane. Tenendo a memoria la lezione degli antichi latini, si propone un testo che vive di costanti similitudini per dirci che alla fine dei conti, non siamo poi così diversi dai nostri amici pelosi. Tanto quanto loro lottiamo ogni giorno per la nostra fetta di giustizia e per assicurare il bene dei nostri cari e quando siamo fortunati possiamo contare sui consigli di un amico. Sotto questo aspetto, e tenendo conto di tutto questo, ci troveremo a faticare per distinguere dove inizia il nostro mondo e dove finisce il loro.
d               
                    DUE  PAROLE  SULL'AUTORE  COMINCIANDO DA      UNA SUA CONSIDERAZIONE

    ..." Chi legge i miei libri deve avvicinarsi con lo spirito di chi vuole condividere un percorso e provare emozioni. Accompagnare un ragazzo nel suo percorso di crescita è un meccanismo lento, impercettibile, anche per gli addetti ai lavori. .. La scrittura serve a fissare in modo indelebile dove inizia un percorso, dove termina e soprattutto cosa si è raggiunto. Deve evincersi la fatica compiuta da tutti per raggiungere un obiettivo…”                                             
                                                      Bruno Furcas

     Sono queste alcune espressioni di notevole valore etico e sociale  che ritroviamo in un’intervista  rilasciata da Bruno Furcas  laureato  in lettere moderne da sempre impegnato    nell’ambito del recupero  di adolescenti con problematiche    esistenziali e di devianza.  Scrittore e autore di vari romanzi e  racconti , opera attualmente  nell’ambito dell’integrazione, della  socializzazione di minori in  situazioni di grave svantaggio.
     Furcas auspica un’idea di una letteratura  come strumento efficace  a facilitare il percorso di crescita dei ragazzi; un percorso  complicato e confuso in cui le costanti spesso si alternano,  passando dalla solitudine alla frenesia, dall’essere troppo  remissivi   e sentirsi inadeguati a ciò che si vive intorno , a sentirsi  quasi onnipotenti e imbattibili, dall’accettare la sconfitta come  momento di crescita all’essere incapaci di accettare un rifiuto.
     Una letteratura per ragazzi, quella proposta da Bruno Furcas,  intesa come piacevole compagna di un  cammino abitato da  persone diverse con le quali essi devono saper comunicare,  interagire, apprendere per migliorarsi. Penso che il genere di  lettura che  propone ai bambini e ai ragazzi, sia di grande rilevanza  per aiutarli a   saper affrontare il disagio  che può essere il loro o  dei compagni. Un malessere che  si presenta spesso davanti ai loro  occhi e che non sempre si è in grado di cogliere ; difficoltà non  sempre palesate  da un look non in linea con i canoni del momento,  o da un igiene sconosciuta, ma fragilità  spesso  mascherate ,   messaggere mute    di sofferenze pregresse  dell’anima, dispiaceri  familiari che si consumano silenziosi  per  un lavoro che manca,  per una malattia che trasforma nel fisico e nello spirito, per  atteggiamenti feroci  di uno dei genitori,   per violenze  psicologiche dovute a insoddisfazioni personali, per errori che si  commettono per fragilità che è solo umana.
           










mercoledì 11 maggio 2016




UNA FIABA
PER VIAGGIARE CON LA FANTASIA, CONOSCERE E  MUOVERSI SENZA BARRIERE.
Il povero Geppetto si affaticava a tagliarlo, ma più lo tagliava e lo scortecciava e più  quel naso impertinente diventava  lungo”.
“….Come da patrie lontane viene dato ad ogni uomo un angelo buono che lo segue come un compagno di strada mentre si avvia verso la vita, così le fiabe sono capaci di cogliere i puri pensieri di un’osservazione infantile del mondo, per il modo in cui sono divulgate e per la loro intrinseca natura.

Nutrono in modo immediato come il latte, leggere e gradevoli, o come il miele dolci e nutrienti, senza pesantezza terrestre…”  ITALO CALVINO.

E’ bastata una semplice mostra itinerante allestita nei locali della biblioteca Comunale del paese, per ricordare nella fiaba di Pinocchio  un’ espressione fiabesca capace di  ricalcare i diversi percorsi della vita seguendo  le tracce lasciate dai personaggi con i loro problemi, le loro difficoltà, le ingiustizie che affrontano  e superano.
La fiaba “Le avventure di Pinocchio”,  nasce come racconto a puntate pubblicato sul giornale dei bambini a partire dall’anno 1881 e termina nel 1882 al 15esimo capitolo con l’impiccagione di Pinocchio da parte della losca coppia il Gatto e la Volpe. Pare che i bambini non si rassegnassero a questa fine e chiedessero che Pinocchio tornasse in vita. Così  la pubblicazione riprende per concludersi nella forma conosciuta, nel gennaio 1883 al 35esimo capitolo con la versione nota a tutti.
Un libro per bambini letto anche dagli adulti che lo trovano costruttivo e  educativo  forse perché in fondo, affronta gli stadi della vita, la nascita, la vita infantile, il passaggio dell’adolescenza e l’età adulta
o anche perché ci ricorda come dagli errori si possa sempre imparare, ricominciando a percorrere una nuova strada con più autostima e maturità. 


Potrei definire,  “un incontro spontaneo con la fiaba di Pinocchio”, quello che in sole due ore ha coinvolto i bambini della prima e della seconda ( Scuola Primaria),  suscitando un gradevole apprezzamento in chi, qualche giorno prima, non aveva espresso particolare simpatia nei riguardi di questa storia, definendola TRISTE. 




Un ascolto attento e curioso del racconto letto  da una bimba, ha consentito alla bibliotecaria di poter  interagire con i bambini attraverso  interrogativi che hanno aperto la conversazione colorandola di riflessioni personali , similitudini , racconti di episodi  propri in cui ci si è sentiti un po’ Pinocchio, un po’ Lucignolo, e talvolta anche  un po’ il Gatto e la Volpe.  Mi piace porre l’accento sul fatto che  sono stati semplicemente bravi, specie nel trovare analogie tra Geppetto come padre e il loro papà, così come  con la Fata ritrovata nella figura di una mamma che cerca di salvare il proprio figlio  che sta per perdersi  imboccando una strada solo in apparenza semplice .



Parlare di Pinocchio ai bambini piace tanto. Non è un eroe con la spada che compie azioni  entusiasmanti, avventure capaci di far trattenere il fiato ma è un burattino di legno che sogna di trasformarsi in bambino . Sotto questa “corteccia” c’è  un personaggio profondamente umano,   buono, ingenuo e anche sensibile.  
..”Si mette nei guai con le sue marachelle..” -Dice un bimbo-  E il solo modo che trova per tirarsene fuori è raccontare bugie. –
 Per non essere rimproverato e punito ma, anche per non far dispiacere il “suo babbo”,  persevera in questa sua caratteristica che si manifesta palesemente con la metafora di un naso che si allunga ogni volta che mente:  forse a spiegare ai bambini che gli adulti riescono sempre a comprendere che la menzogna è fisicamente visibile?  Ciascun bambino ha ritrovato in questi interventi ,  un pezzettino di se stesso. 





La figura del Gatto e della Volpe rimane sempre tra le preferite della storia di Collodi, forse  perché  si tratta di animali ma anche per il loro atteggiamento avveduto  e scaltro; simpatici imbroglioni che si approfittano del povero burattino. In diversi piccoli momenti del loro essere bambini, ognuno  rivela essere stato a volte un po’ gatto e altre un po’ volpe.







Non tanti, ma un discreto numero di bambini, ha trovato Lucignolo un “ forte”, un bullo, ha suggerito qualcuno enfatizzando un termine  che ogni volta necessita  precisazioni doverose per impedirne un uso inappropriato. E in effetti, più che un “ bullo”, una cattiva compagnia che non si deve prendere come esempio. 

 
Per fortuna di Pinocchio, c’è il Grillo Parlante..”- Qualcuno ricorda!
Lui che  cerca di metterlo in guardia, tenta di ricordargli che deve essere buono, fare il suo dovere per non dispiacere il padre e per diventare un bravo bambino. 
- Tu maestra, il maestro e la bibliotecaria. La mamma, il papà, il sacerdote, i nonni, gli zii.. hanno specificato.- 







Il momento dedicato all’analisi del grande Mangiafuoco è stato uno dei più edificanti: -“ si è brutto, grosso e con un vocione, ma poi alla fine non è cattivo.”. E’ stato questo il ritratto fatto da un bambino, un profilo interessante che ha dato lo spunto per considerare quanto spesso giudichiamo dalle apparenze, dall’aspetto fisico, dalle diversità che ci spaventano facendoci allontanare dal conoscere come realmente una persona può essere.
E anche in  questa  sintesi abbiamo scoperto quanto e come  i bambini vedano le diversità, in che modo le osservano e le vivono. Stiamo parlando di bambini di una prima e di una seconda elementare  e forse l’approccio è stato più “ pulito” , ingenuo ma sicuramente vero.


Le fiabe: patrimonio della letteratura infantile..
e come diceva lo scrittore Italo Calvino, sono VERE, ossia sono una spiegazione generale della vita.
Nella loro struttura narrativa, permettono di affrontare svariati argomenti sfruttando gli elementi dei sogni, dei desideri e delle emozioni.
La fiaba è uno strumento universale d’interculturalità intesa come mezzo attraverso il quale il bambino può giungere alla conoscenza del mondo e interpretare la realtà che lo circonda.
Attraverso la fiaba  possono essere espressi i valori imprescindibili custoditi nella cultura di un popolo aiutando a capire  che dallo scambio di culture diverse si può trarre  un arricchimento  senza rinunciare alla propria identità culturale.
Infatti, educare all’interculturalità  significa prendere come punto di riferimento la propria cultura per confrontarsi con le altre  e ricevere nuove condizioni.
Molti racconti fiabeschi esprimono l’esaudimento dei desideri degli uomini, i quali, dopo aver superato gli ostacoli che la vita presenta, vorrebbero vivere felici e contenti.

Leggere una fiaba ci porta un po’ a pensare che in fondo la vita non è sempre così difficile da affrontare e allo stesso tempo ci induce a scoprire quante potenzialità ciascuno di noi possiede, in misura e qualità diversa, che, al momento giusto ciascuno sfodera   per riuscire a far fronte alle intemperie della vita. Nel vivere quotidiano, la conoscenza della fiaba può aiutare adulti e bambini a sviluppare una buona capacità di equilibrio trovando in essa le giuste motivazioni   per affrontare situazioni di paura, di inadeguatezza, di solitudine, mancanza di autostima, sconfiggere stati di ansia: conquistando tale equilibrio, i vari aspetti della personalità, affettivo, cognitivo, linguistico e sociale si svilupperanno in maniera armoniosa.
Le fiabe hanno un po’, uno scopo terapeutico, quasi un  aiuto  a non farci sopraffare dalla disperazione, perché si può sempre trovare una via d’uscita ; la vita  dà sempre altre opportunità.

lunedì 21 marzo 2016


ASCOLTANDO  STORIE DIFFERENTI

”I nostri studenti, “ quelli che vanno male”, ( studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo, ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi, collocarli in un presente rigorosamente indicativo.
Naturalmente il beneficio sarà provvisorio, la cipolla si ricomporrà all’uscita e forse domani bisognerà ricominciare daccapo. Ma insegnare è proprio questo: ricominciare fino a scomparire come professori. Se non riusciamo a collocare i nostri studenti nell’indicativo presente della nostra lezione, se il nostro sapere e il piacere di servirsene non attecchiscono su quei ragazzi, nel senso botanico del termine, la loro esistenza vacillerà sopra vuoti infiniti…..”

Daniel Pennac  ( Diario di scuola)

UN APPROCCIO UTILE A TUTTA LA CLASSE:
ASCOLTO ATTIVO, COMUNICAZIONE EMPATICA.

Aldilà degli aspetti specifici trattati nel Convegno  che il nostro Istituto Comprensivo ha avuto il piacere di ospitare, relativo alla capacità inclusiva di una scuola aperta all’adozione, svariati e interessanti sono stati i suggerimenti e le indicazioni emersi per  una ricaduta  efficace all’intero gruppo classe. Il principio della ricchezza delle diversità è sempre una costante nel processo educativo affettivo che gli insegnanti affrontano ogni giorno.
 La consapevolezza  delle diversità di cui ciascun bambino è portatore, penso  sia l'atteggiamento  che più di ogni altro dovrebbe caratterizzare l' insegnante. 
   Ogni bambino  nutre il bisogno di essere ascoltato, accolto, accettato, creduto e guidato : a conquistare l’ autostima laddove è inesistente, o  a modularla se si presenta attraverso atteggiamenti di forte presunzione.   Non mancano   i momenti in cui si deve essere capaci di intervenire per regolare la confusione emotiva che anima  tanti bambini all'interno del gruppo,  quella confusione che compromette spesso le competenze cognitive di base come l’attenzione, la memoria, la percezione, il linguaggio oltre a manifestarsi in comportamenti di disagio.
Le emozioni influenzano tutte le capacità della persona e sono esse stesse, relazioni con gli altri.
“L’ emozione  non si censura, è un movimento dell’anima e del corpo quindi  un vero atto vitale; dare un nome a ciò che si prova aiuta a darne un senso comunicabile e condivisibile..”
                                   
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…” Insegnare  e apprendere , un binomio che è una relazione in cui si bilanciano sia le emozioni del bambino che quelle degli insegnanti..”
…”quando ognuno riesce a sentirsi nei panni dell’altro, allora si realizza l’incontro…”
…”capire il punto di vista degli altri, è una vera conquista..”
…” raccontare, raccontarsi, ascoltare, ascoltarsi, dire assieme, confrontarsi, imparare..”
                            
  • se ascolto dimentico
  • se guardo ricordo
  • se faccio imparo                                        

                                              ALLORA:

  • saper guardare
  • saper vedere
  • saper ascoltare


Questi sono solo alcuni  punti di forza che  ho colto nel momento di formazione, confronto e  ascolto di strategie concrete per il benessere di tutti gli alunni e che   ritengo attuabili e auspicabili  per una didattica inclusiva a trecentosessanta gradi.


ALCUNI INTERESSANTI LETTURE  PER I PIU' PICCOLI MA CON PREZIOSI SUGGERIMENTI PER  I PIU' GRANDI

Siamo nel mondo dei pinguini: la mamma si arrabbia improvvisamente e sgrida il bambino pinguino che si spaventa. Lo spavento è talmente grande che il corpo del piccolo pinguino si disfa: la testa vola nell'universo, il corpo si tuffa nel mare, le ali vanno a finire nella giungla e corrono finché arrivano nel deserto. Il viaggio termina quando la mamma riesce a raccogliere tutti i pezzi del figlio e cucirli insieme. Età di lettura: da 3 anni.


Roberto ha passato una bruttissima giornata: appena arrivato a casa risponde male al papà e non vuole mangiare gli spinaci. Che rabbia! Ma quando la Rabbia si materializza, Roberto comprende quanto può essere dannosa... Età di lettura: da 3 anni.


C'è un bambino nascosto e spesso perduto negli adulti che può risvegliarsi improvvisamente, senza che se ne rendano conto, condizionandoli nei comportamenti e nelle relazioni affettive importanti, in modo particolare nel rapporto con i figli. Forse nel desiderio di evitare ai figli fatiche eccessive, a volte i genitori spianano loro troppo la strada, impedendogli così di confrontarsi con le difficoltà che invece aiutano a crescere e a maturare. Altre volte si attendono da loro quei successi che sono mancati a loro stessi impedendo lo sviluppo della personalità dei figli. Il volume continua l'itinerario intrapreso dalla psicologa Alba Marcoli che, avvalendosi di favole scaturite da reali storie, fa prender coscienza su alcuni atteggiamenti degli adulti, spesso retaggio del fanciullo che sono stati e di problematiche ancora irrisolte.