" Il libro deve diventare da semplice oggetto di carta stampata a intermediario affettuoso, a momento di vita. Vorrei che tutti leggessero non per diventare letterati e poeti, ma perché nessuno sia più schiavo. " - Gianni Rodari
martedì 28 marzo 2017
domenica 5 marzo 2017
OTTO MARZO,
letture al femminile per
esplorare,
imparare e sognare senza limiti!
“Storie della buonanotte per
bambine ribelli “
“Good
Night Stories for Rebel Girls “.
- - C’era una
volta una bambina che amava le macchine e amava volare;
- - c’era una
volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle..
100
esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole,
che puntano sempre in alto. 100 donne straordinarie che hanno cambiato il
mondo, 100 favole per sognare in grande!
Le autrici di questo
interessante libro sono due ragazze molto intraprendenti: Elena Favilli , giornalista-imprenditrice, laureata in Semiotica all'Università di
Bologna con studi al Digital Media a
Berkeley in California. Francesca
Cavallo autrice e regista di teatro.
Esperta d'innovazione sociale, ha fondato “ Sferracavalli “, festival internazionale
d'immaginazione sostenibile. Insieme si sono trasferite a San Francisco
credendo fermamente nel loro progetto startup di giovani imprenditrici, creando un’azienda
che lavora sul web proponendo il
progetto del loro libro ricercando finanziamenti tra chi trovava interessante
l’idea tanto da investirci somme di denaro. In Italia il progetto è stato apprezzato ma non ha avuto molti finanziamenti.
Il primo finanziamento contava 600 mila dollari
ricevuti da investitori italiani e americani.
La
nascita di questo libro racchiude un progetto che è esso stesso l’animo del
libro: ISPIRARE LE BAMBINE A ESPLORARE,
IMPARARE E SOGNARE SENZA LIMITI.
Il progetto nasce
giorno dopo giorno con il pubblico: le ragazze presentano le prime
storie nella newsletter del loro sito
internet , ascoltano il feedback dei
lettori, inserendolo nella versione finale. Così sono state scelte le 100 protagoniste delle
storie: dalla pittrice Frida Kahlo, alla regina Elisabetta I d’Inghilterra,
alle sorelle Brontë, fino alla tennista Serena Williams.
Il volume contiene 100 biografie
di donne famose: 100 favole per sognare in grande raccontate con stile
semplice. Sono artiste, scrittrici, scienziate, sportive che lottano per
affermare la propria personalità, da Rita Levi Montalcini a Michelle Obama.
Ciascuna storia è illustrata
da una illustratrice diversa proveniente da diversi angoli del mondo, una vetrina delle migliori cento
illustratrice del nostro tempo: una splendida unione tra grandi storie di donne
esaltate dal lavoro meraviglioso di altrettante artiste che creano ogni giorno.
«Sono tutti personaggi realmente esistiti, come Maria Sibylla Merian, la
scienziata tedesca che nel diciassettesimo secolo è partita con la figlia su
una nave per andare nel Suriname, in Sudamerica, dove ha scoperto la
metamorfosi delle farfalle — dice Favilli —. Oppure quella di Hatshepsut, la
primissima faraona egiziana, vissuta molti secoli prima di Cleopatra: nessuno
la conosce perché, nonostante il suo fosse stato un regno molto florido, dopo
la sua morte tutte le sue tracce furono distrutte. Si cercò di cancellarne la
memoria per evitare che incoraggiasse altre donne a cercare il potere. Infine
ci sono storie di persone viventi, in modo che le bambine possano avere esempi
più vicini. Come quella, epica e piena di ostacoli, di Serena Williams. O della
nuotatrice siriana, che è arrivata in Grecia trascinando una barca piena di
persone per le ultime centinaia di metri e che ora si allena per poter
gareggiare alle Olimpiadi nella nazionale dei profughi».
Il successo
ottenuto, prima con la pubblicazione del libro in lingua inglese, in seguito
tradotto in dodici lingue, conferma la considerazione delle ragazze riguardo
alla necessità di esporre le bambine a una narrazione diversa della femminilità
che vada oltre la narrativa tradizionale delle fiabe in cui la principessa, in
costante pericolo viene salvata dal coraggioso cavaliere.
Valutando
gli esiti di recenti studi riguardo al fatto che le ragazze, fin dalla scuola
media iniziano a perdere fiducia in se stesse, forse è davvero importante
proporre già dagli otto anni, letture in
cui le protagonisti femminili non siano vittime di stereotipi di genere, relegate
in ruoli di secondo piano, o interpreti di parti da innamorata, mamma, donna in
pericolo.
Per le due ragazze, la scelta di
rivolgersi alle bambine attraverso le storie di queste grandi donne, ha anche uno
sviluppo personale legato al settore in
cui lavorano, ancora strettamente legato alla figura maschile : quello
tecnologico all’interno del quale esse si sono confrontate incontrando non
pochi ostacoli . Attraverso questa scelta intendono dimostrare che
l’innovazione non può essere tale se tiene fuori metà della popolazione.
….sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia.
E,
nel dubbio, ricordate: avete ragione voi..
mercoledì 22 febbraio 2017
DALLA LETTURA ANIMATA ALLA RECITAZIONE!
I brevi
dialoghi tra i personaggi tradizionali della commedia dell’Arte, pensati per le
recite scolastiche, sono anche degli ottimi strumenti per esercitare la lettura
in modo divertente. Far leggere a ogni
bambino solo la voce di un personaggio, è uno stimolo per tutti gli altri a seguire il testo mentre
legge il compagno. In questo modo, nella lettura a voce alta, si migliora la
capacità di cogliere l’intonazione e l’espressività data dai segni di
interpunzione e dal contenuto del testo stesso. E’ inoltre una bella attività
di ascolto reciproco.
Scegliere e leggere un libro per i bambini non è una cosa scontata : il
tema affrontato, il numero delle pagine, la presenza o meno di illustrazioni,
il carattere e la luminosità della scrittura, il linguaggio fruibile e
accattivante, la presenza di vari personaggi, la descrizione dei luoghi, l’alternarsi
delle vicende, l’atteso finale, sono elementi fondamentali per far si che un
libro susciti emozioni che rimangano nel tempo.
Leggere un libro è come entrare in
uno spazio sconosciuto, una dimensione nuova ma che si desidera scoprire e
vivere: riga dopo riga, pagina dopo pagina, dal momento iniziale della storia fino a quello finale, è tutto un
incalzare di vicende da far proprie, affinché chiudendo l’ultima pagina, ci si possa sentire più ricchi dentro.

Ai bambini però, piace tanto anche METTERSI IN POSIZIONE DI ASCOLTO, essere uno spettatore di storie, un osservatore di gesti e atteggiamenti , un uditore attento di suoni, voci ed emozioni.
Chiunque legga per un bambino, deve
conquistarsene la fiducia e coinvolgerlo attraverso una lettura che non sia solo
espressiva ma anche affabile e comunicativa.
L’adulto che legge per un bimbo,
genitore, insegnante, educatore, deve suscitare un ascolto attivo. Il suo tono di voce, la modulazione e l’enfasi
che danno vita alla storia, la sua espressività nel differenziare il ruolo dei
personaggi, la capacità di colorare la voce con i volumi delle emozioni, sono
motivazionali per infondere nel bambino un senso di sicurezza e rendere
piacevole l’ascolto. Ma allo stesso tempo LA LETTURA ANIMATA deve aiutare i bambini a sviluppare
capacità importanti per capire il mondo
intorno a loro.
Questo sarà poi riportato dal bambino nella lettura personale: tutto avviene prima osservando e poi imitando. L’ ascolto della lettura espressiva e animata
è quasi oggetto di imitazione per i bambini che poi fremeranno dalla voglia di
leggere ad alta voce cercando di entrare nella storia e suscitare in chi li
ascolta, ciò che essi per primi hanno
provato ascoltando. Le prime volte l’imbarazzo sarà più forte della voglia di
mostrarsi pronti a leggere e allora le
parole si fermeranno tra i denti inciampandoci sopra, arpionandosi al palato da
dove non riusciranno ad uscire.
Il colore, che i bambini intendono dare alla voce del personaggio, arrabbiato,
gioioso, deluso, spaventato, disgustato sembrerà loro ridicolo, così come, accentuare il tono della narrazione di un fatto terrificante, sussurrare
appena la lettura melodiosa di un evento dolce, suscitare l'ilarità in un racconto umoristico, suonerà ai loro orecchi fuori
luogo e pesante.
Pian piano però, toni,
espressività, gesti,
parole, atteggiamenti, verranno assorbiti fino a diventare parte del loro essere e saranno loro a chiedere di
interpretare, anzi quasi “RECITARE” che,
letteralmente vuol dire “ citare due volte”, ovvero “ripetere” che è quello che
i bambini fanno già in maniera del tutto spontanea e naturale.
Attraverso quest’ antichissima
attività, si scopre la capacità e il
bisogno che i bambini hanno di esprimere tante loro emozioni, che in poco tempo riescono a far proprie per risultare credibili.
Avere il coraggio di esporsi non è solo
un volersi “esibire”, ma è anche la dimostrazione della forza di sapersi e volersi mettere in gioco per
divenir consapevoli del valore dell’altro: dare voce ai pensieri di un'altra
persona, mettersi nei panni dell’altro, consente loro di entrare non solo in
relazione con il prossimo ma li rende anche maggiormente attenti a osservare
se stessi e i propri atteggiamenti.
Il teatro, sia esso commedia o tragedia
è un mondo ricco di fantasia , immagini, gioco, colori, musica, movimento,
curiosità e meraviglia: un vero nutrimento per l’anima.
lunedì 23 gennaio 2017
Dar parole alla Memoria
capire le parole e il loro potere per rendersi conto che
è possibile utilizzarle per il bene come per il male.
Dal
sito del MIUR
“Scuola e Shoah è una iniziativa voluta dal MIUR in seguito all'istituzione
del "Giorno della Memoria". Ricordare è un dovere morale prima ancora
che istituzionale, affinché gli errori del passato siano un monito per il
presente ed il futuro. In questa sezione vengono messe a disposizione
informazioni e approfondimenti sul tragico evento che ha segnato la storia del
‘900”.
Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica
italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data
simbolica per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi
razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno
subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in
campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a
rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i
perseguitati".
Tre storie particolari,
tre libri meravigliosi che
offrono messaggi importanti e spunti di riflessione: tre libri per tre diverse
fasce d’età, per raccontare gli orrori della guerra, ma per ricordare che nell’uomo
albergano anche sentimenti di altruismo, coraggio e profonda generosità.
Per i più piccoli, già dai
5/6 anni, LA PORTINAIA APOLLONIA
….Ma allora le fiabe non raccontano sempre
la verità. Forse anche una strega certe volte può salvare un bambino….
Splendidamente
illustrato con tavole di grande valore artistico ed espressivo che consentono
al bambino di entrare quasi all’interno della storia; la struttura del testo
lineare e semplice, sembra quasi suddivisa in sequenze descrittive e riflessive
che guidano il bambino a un approccio lucido e immediato, ma allo stesso tempo di
forte impatto.
Vincitore nel 2005 del premio Andersen come
miglior albo 0/6 anni del super premio
Andersen come miglior libro dell’anno, narra la storia di Daniel, un bambino ebreo, che vive solo con la madre perché il padre è
fuggito per evitare la deportazione e per raggiungere i “soldati buoni”, quelli
che cacceranno via i soldati cattivi.
La guerra, la
discriminazione razziale, il pregiudizio, le vie di fuga, il valore delle cose,
sono i temi forti che la storia di Daniel vuole spiegare ai bambini con la
semplicità del linguaggio delle fiabe mantenendo ferma sempre la VERITA’.
Per i più grandi, dai 9/10
ANNI, NON DIRE DI ME CHE HO FUGGITO IL MARE
..”Cosi cercavo di trattenere quel ricordo il più
possibile, fino a quando non fuggiva lontano e riaprivo gli occhi e un po’ mi
vergognavo e non dicevo niente a Marta , di come avrei voluto essere ancora
bambino..”
Un classico romanzo d’avventura per ragazzi,
scritto dall’autore cagliaritano Alberto Melis, che affronta uno spaccato poco
conosciuto dello sterminio ebraico, ovvero quello relativo alla tragedia dei
cittadini italiani di fede ebraica discriminati e deportati.
Ambientato nel corso dell’ultima guerra mondiale
su un’immaginaria e sperduta isola nel golfo di Genova, è la storia
dell’incontro tra due ragazzini e un deportato ebreo evaso da un campo di
concentramento che si nasconde in un vecchio faro. Una storia intrigante sin
dalle prime pagine, un racconto misterioso a
tratti ironico a tratti commovente. La nascita di una bella amicizia
tra ragazzi che si evolve anche con le domande che i protagonisti si pongono
prendendo coscienza di ciò che accade intorno a loro. Anche in questa storia,
la ricerca della verità è un po’ il filo
conduttore che lega i rapporti, la ricerca della verità che i ragazzi scopriranno, renderà liberi.
Il titolo, un po’ curioso, si rifà al verso di una poesia che Tusitala ,
( Robert Louis Stevenson- autore dell’Isola del tesoro), scrisse per suo padre;
il libro è dedicato alla piccola Sissel
Vogelmann, una bambina di otto anni che venne deportata e morì ad Auschwitz.
Per i ragazzi dai 12 anni in su, STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI
Più
conosciuto come “ LA BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI”, il romanzo di Markus Zusak racconta una
storia dolce ricca di metafore e similitudini, ma anche crudele al tempo
stesso, come tante in quel difficile periodo.
Un racconto denso di speranza , animato dai sogni che la protagonista
vive utilizzando i libri come strumento di salvezza.
Una
storia commovente, nella Germania della seconda guerra mondiale, dove una
bambina di 12 anni, riesce a far vivere il dramma attraverso i suoi occhi e i
suoi libri.
La
particolarità del romanzo sta nella voce narrante: LA
MORTE che racconta la vita difficile della protagonista dalla morte del fratellino all’affido a una nuova famiglia, alla nascita della sua passione per i libri in un periodo in cui la censura
cercava di soffocare qualsiasi libertà,
e lo fa con una voce non cupa o tetra, ma quasi poetica e ironica. Dal
primo libro trovato sulla neve, inizia l’incontro della ragazza con il mondo
delle parole il cui potere è capace di un’infinità di cose, per prima cosa l’utilizzo per il bene e per il male. Una scoperta che le consentirà di
compiere SCELTE IMPORTANTI, che mai avrebbe potuto fare prima di tenere fra le
mani un libro, aprirlo e viverlo.
giovedì 12 gennaio 2017
La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.“
Oscar Wilde
CARO DIARIO, AMICO SILENZIOSO
Dall’emozionante e
storico “Cuore” all’entusiasmante
“Diario
di una schiappa”, passando per il drammatico “Diario di Anna Frank”, l’ esilarante “Giornalino di Gian Burrasca”, ai più moderni diari di Angelo Petrosino con
la sua “Valentina” all’esemplare “Libro di Alice”, all’originale e stimolante “ Caro Diario ti scrivo” alla dolcezza
dell’amicizia del “Diario di Primavera”
di Roberto Piumini, alle
memorie della moscovita Nina che vede svanire i suoi sogni a causa del regime, nel “ Diario di Nina”: la letteratura per
ragazzi offre molteplici storie raccontate sotto forma di diario. Un’espressione
narrativa che
offre interessanti
scambi emotivi relazionali attraverso una condivisone di affetti e sentimenti
che nella nostra realtà frenetica dominata dai social, si rivelano
particolarmente utili.
I tempi, le pause, le
riflessioni, i ricordi, l’esigenza di condividere, sono alcuni aspetti che
caratterizzano un DIARIO con la triplice
funzione di tenere traccia delle idee e dei pensieri che giorno per giorno
possiamo avere, di esplicare uno sfogo
interiore
e di
accendere la creatività: come forma
narrativa, quella del diario è la più spontanea considerando che chi scrive lo
fa quasi esclusivamente per se stesso.
ECCO ALCUNI INTERESSANTI SUGGERIMENTI PER FAR
CONOSCERE AI BAMBINI E AI
RAGAZZI, UNA FORMA ESPRESSIVA CLASSICA E UTILE PER ARRICCHIRE ANCHE IL PROPRIO STILE DI SCRITTURA
E PER PRENDERE CONSAPEVOLEZZA CHE…
Spesso, il foglio bianco, in cui si possono annotare emozioni ed episodi
che non
sbiadiscono, possono soddisfare uno sfogo, un bisogno di comunicare e di
essere ascoltati.
Età
di lettura : da 9 anni.
- · Dal diario di una bambina troppo occupata, di Stefano Bordiglioni
- · Diario in corsa, di Chiara Carminati.
- · Dal diario di Tommaso, di Vanna Cercenà.
- · Le pagine segrete di Arianna, di Erminia Dell’Oro.
- · Cara Carl@, di Anna Lavatelli, A. Vivarelli.
- · Diario di una casa vuota, di Beatrice Masini.
- · Caro diario, perché ho sempre fame? Di Susie Morgenstern.
- · Ascolta il mio cuore, di Bianca Pitzorno.
- · Diario di La, di Roberto Piumini.
- · Diario di una misteriosa scomparsa, di Silvia Roncaglia.
- · Caro Hamid, di Anna Russo.
- · Mi piaci così, di Francesco Gungui.
domenica 13 novembre 2016
IL
DIRITTO DI ESSERE BAMBINI
Da
OLIVER TWIST, E ROSSO MALPELO A
IQBAL MASIH
Bambini senza paura
Allora come
oggi. Molte cose non sono cambiate.
L’unico
modo per far valere i diritti è: leggerli,
conoscerli, interpretarli e parlarne!!
Dalla
Convenzione dei diritti dei
bambini:
art. 29. Lo scopo della tua istruzione è di sviluppare al meglio la tua personalità, i tuoi talenti
e le tue capacità mentali e fisiche. L’istruzione deve prepararti a vivere in
maniera responsabile e pacifica in una società libera, nel rispetto dei diritti
degli altri…
art. 32. Hai il diritto di essere protetto dal lavorare in luoghi e condizioni
che possono danneggiare la sua salute o impedire la tua istruzione.
Con
Charles Dickens in Inghilterra e
Giovanni Verga in Italia, nella seconda metà dell’800 nasce il romanzo sociale per
denunciare piaghe molto forti come la
crudeltà, la violenza, la fame e la mancanza di opportunità nei riguardi dei
bambini. Le violenze fisiche e morali ancora
oggi sono più che mai diffuse anche nei paesi progrediti,
come testimoniano tante cronache e articoli di giornale.
Non è necessario essere o credere di essere un super eroe per fare cose
grandi. Spesso basta semplicemente
portare a termine con dedizione e impegno il proprio lavoro, superare le paure
con grande forza d’animo e determinazione nell’agire, avere senso
civico, volontà di vivere in armonia con la natura e con le persone, credere
nell’amicizia perché insieme ai veri amici è più facile diventare coraggiosi
per affrontare un progetto, essere buoni che significa anche essere giusti, essere
furbi e orgogliosi.
Gran parte di queste qualità , di questi
modi di agire e pensare li troviamo
splendidamente incarnati nei due protagonisti dei romanzi dell’ottocento:
l’intraprendente Oliwer Twist, fuggito dall’orfanatrofio vive per le strade
di Londra cavandosela con piccoli furti e ruberie, vittima di un padrone
che sfrutta le doti abili e intellettive dei bambini vaganti dei sobborghi
londinesi; il coraggioso Rosso
Malpelo,” un brutto ceffo
torvo, ringhioso e selvatico”. Un ragazzo solo, emarginato che si abitua a
vivere in un deserto di affetti trovando un pò di conforto nel ricordo del padre. Sfruttato nella cava di “ rena rossa”, in una Sicilia
tormentata dalla durezza delle condizioni di vita e di lavoro, Rosso Malpelo è
un ragazzo che vive ai margini, che si presenta come " un brutto" per mascherare la sua tristezza, ma che tuttavia riesce a essere caritatevole e
partecipe della sofferenza di chi sta peggio di lui.
Storie sempre attuali quella del piccolo
Oliwer e di Rosso se pensiamo che oggi più di un milione di bambini lavora
ancora nelle cave o si trova in altre situazioni lavorative di sfruttamento.
Non sono storie che appartengono solo al
passato se pensiamo anche al piccolo Iqbal Masih, il bambino pakistano, che nei
recenti anni novanta, da lavoratore schiavo, si è trasformato in un piccolo audace
sindacalista ribellandosi al suo
padrone: per dodici ore , dall’età di 5 anni, lo teneva legato per farlo lavorare al telaio.1rupia, 55 lire la
sua paga, per morire a 12 anni ucciso da un colpo di fucile sparato da un
assassino rimasto ignoto.
“ nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di
lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano
sono penne e matite.
I protagonisti del romanzo di Dickens e di Verga, sono diventati anche soggetto della sceneggiatura cinematografica, strumento di comunicazione educativa e didattica indispensabile nella scuola: il cinema narrativo
ha un notevole valore come arte visiva ma anche come mezzo per far
passare e fissare l’apprendimento attraverso le emozioni suscitando reazioni
empatiche che consentono di ragionare sulla formazione di modelli, comportamenti
atteggiamenti . I film aiutano a riflettere su se stessi, sugli altri ,
porsi interrogativi, introdurre problemi e illustrare argomenti.
Conoscere attraverso la LETTURA E LA NARRAZIONE CINEMATOGRAFICA,
è indispensabile oggi per denunciare lo sfruttamento dei bambini privati dei
diritti primari, una piaga che può regredire con la consapevolezza di essere
dinanzi a un problema dell’intera società
Gli anni
sono trascorsi dai tempi di Oliwer , di Rosso Malpelo e un po’ meno dalla morte
di Iqbal, e forse si avverte una maggior presa di coscienza nei riguardi di
situazioni drammatiche , tuttavia nel
mondo sono ancora tantissimi i bambini che vengono sfruttati, costretti a
lavorare tante ore al giorno in condizioni impensabili privati di ogni tipo di
dignità e libertà, di ogni sorta di diritto. In Asia impiegati nelle cave, nelle miniere, nei
laboratori tessili e nelle aziende di giocattoli, in Africa sfruttati
soprattutto nel settore agricolo, in Sud America impiegati nelle piantagioni,
nelle miniere e nelle fabbriche di abbigliamento. In tutto il mondo lo
sfruttamento minorile è illegale ma esiste.
lunedì 19 settembre 2016
… In fondo tutti sono un po’ dislessici…Nel leggere le
“parole” della vita tutti possiamo fare fatica. E allora occorre avere
pazienza, ricominciare da capo, cercare attorno a noi chi e che cosa può
aiutarci e non perdere la voglia di capire.
“Le parole giuste” di Silvia Vecchini
"Costruiamo Insieme un Futuro di Diritti e Informazione"
(
DAL 4 AL 10 OTTOBRE SETTIMANA DELLA DISLESSIA)
LETTURA E
DISLESSIA
A sei
anni dall’approvazione della legge ( 170
dell’ 0tto ottobre 2010) che ha sancito, per la prima volta in Italia, il
diritto alle pari opportunità nell’istruzione per i ragazzi con dislessia,
disgrafia, disortografia e discalculia,
l’ AID ( Assoc. Italiana Dislessia), promuove la prima edizione
della Settimana Nazionale della Dislessia: 600 iniziative su tutto il
territorio nazionale, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui Disturbi
Specifici dell’Apprendimento (DSA).
L’ AID
ha fortemente voluto l’istituzione in Italia della Settimana Nazionale
della Dislessia, per sensibilizzare il pubblico su un disturbo che è ancora per
molti un tabù. Per questo motivo lo slogan questa prima edizione
è "Costruiamo Insieme un Futuro di Diritti e Informazione".
Queste sono due pagine del libro
“LE PAROLE GIUSTE”
della scrittrice Silvia Vecchini , giovane autrice che da sempre si dedica alla letteratura per ragazzi. Questa volta, attraverso la parola scritta in questo bel racconto, ha voluto dare spazio a Emma, una ragazzina che si trova ad affrontare il difficilissimo problema della dislessia, un disturbo che in Italia colpisce circa il 4% dei ragazzi.
Raccontare una storia, è prima di tutto, l’intenzione della
Vecchini, una storia in cui la protagonista, dopo un percorso difficile, viene
a sapere che le sue difficoltà dipendono dalla dislessia. Una presa di
coscienza che all’inizio la colpisce nell’orgoglio ma poi sarà motivo di
sollievo perché questo disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura,
scrittura e calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
Conoscere il proprio problema per Emma vuol dire sapere cosa
fare e credere di potercela fare. Ma nel libro non c’è solo questo. Emma, la
protagonista, è colta in un momento di accerchiamento. Quando la incontriamo,
sono tante le parole che le girano intorno e lei fatica a “leggerle” e a
capire: le parole della malattia del padre, quelle dell’amicizia che sta
cambiando, del primo amore che arriva..
Per chi soffre
di dislessia
ogni pagina
sembra il testo
qui a lato.
ogni pagina
sembra il testo
qui a lato.
Le bambine e i bambini dislessici hanno a che fare con un
disturbo specifico dell’apprendimento che rende più difficile imparare a
leggere e scrivere, tanto da poter condizionare negativamente il rendimento
scolastico, e far sentire a disagio i piccoli scolari che non riescono a
padroneggiare le lettere che affollano la pagina di un libro, di un quaderno o
la lavagna.
Ma non per questo si deve mettere in discussione la loro
intelligenza. I bambini con dislessia, infatti, sono intelligenti, non hanno
problemi neurologici e sensoriali (vista, udito), ma il loro cervello funziona
un po’ diversamente, per cui hanno una ridotta capacità di percepire, distinguere
e manipolare i suoni che compongono le parole e una grossa difficoltà
nell’associare il suono alla lettera corrispondente.
Oggi le famiglie hanno a disposizione possibilità e
strumenti diversi per aiutare i bambini: “Trattamenti logopedici, interventi
di stimolazione che possono essere effettuati presso centri e studi
professionali o anche a domicilio, supervisionati a distanza da operatori
specializzati, fino ad arrivare a software sempre più sofisticati che alleggeriscono il carico
e la fatica dei ragazzi nelle attività di lettura e scrittura”.
Ben venga anche la lettura ad alta voce di libri, storie, fiabe che
propongano una
serie di giochi per
far riflettere il bambino sul linguaggio
in maniera ludica, a partire per esempio dagli anagrammi, smontando e ricomponendo parole.
è importante dunque adattare la
didattica alle sue difficoltà di apprendimento, con l'adozione di strategie
compensative o dispensative: per esempio favorendo la lettura silenziosa, l’uso
di un lettore o di libri "parlanti", e del computer per la scrittura.
Gli
strumenti compensativi e dispensativi non devono essere quindi recepiti come una terapia o,
peggio ancora, come una triste necessità, ma come un'alternativa vera e propria
alla costruzione di un'altra cultura e di un altro apprendimento. E'
fondamentale, infatti, sostenere con decisione che non devono essere gli
individui ad adattarsi ai tempi e ai modi della scuola e della società, ma che
per ognuno possa e debba avvenire l'esatto contrario: apprendimento, formazione
e comunicazione concepite e organizzate in modo tale che ogni individuo, a
partire dall'infanzia, le possa far sue, armonizzandole con la propria
diversità.
Iscriviti a:
Post (Atom)


















